Visualizzazione post con etichetta spaghetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spaghetti. Mostra tutti i post

domenica 26 ottobre 2014

Gli spaghetti "alla puttanesca" e le varie teorie sul loro colorito nome...

 
E' a voi chiaro, ormai, che l'aspetto che di gran lunga preferisco, quando mi accingo a preparare un qualsiasi piatto, è quello di conoscerne l'origine, la storia, la provenienza.
Sarà la mia innata curiosità, ma è più forte di me.
 
Sui "paternali" dei partenopei spaghetti alla puttanesca, nome - converrete con me - piuttosto colorito, se n'è scritto e detto di tutti i colori.
 
E, come sempre, il web è ricco di informazioni.
 
"Arthur Schwartz riporta quanto segue circa questo piatto:
« Per quanto riguarda la sua origine etimologica, il termine puttanesca è stato oggetto degli sforzi di immaginazione di molti studiosi, che hanno tentato in ogni modo di trovare la soluzione all’enigma.
Alcuni dicono che il nome di questa ricetta derivò, all’inizio del secolo, dal proprietario di una casa di appuntamenti nei Quartieri Spagnoli, che era solito rifocillare i propri ospiti con questo piatto, sfruttandone la rapidità e facilità di preparazione.
Altri fanno riferimento agli indumenti intimi delle ragazze della casa che, per attirare e allettare l’occhio del cliente, indossavano probabilmente biancheria di ogni tipo, di colori vistosi e ricca di promettenti trasparenze. I tanti colori di questo abbigliamento si ritroverebbero nell’omonima salsa: il verde del prezzemolo, il rosso dei pomodori, il viola scuro delle olive, il grigio-verde dei capperi, la tinta granata dei peperoncini.
Altri sostengono che l’origine del nome sia da attribuire alla fantasia di una ragazza di vita Yvette la Francese, che si ispirò alle proprie origini provenzali.
 Yvette, probabilmente, non era dotata solo di fantasia, ma anche di senso dell’umorismo e di un’ironia alquanto caustica, che forse sfruttò per celebrare, attraverso il nome di questo piatto, la professione più antica del mondo.... ».
(cit. Wikipedia)
 
Jeanne Carole Francesconi ne “La Cucina Napoletana”, caposaldo della letteratura gastronomica partenopea, spiega come il nome di questo sugo fu cambiato dal pittore Eduardo Colucci, napoletano di nascita ma ischitano d’adozione, da “alla marinara” in “alla puttanesca”.
Eduardo, esponente della scuola pittorica napoletana, insieme al fratello Vincenzo si stabilì ad Ischia sul finire degli anni ’40 del secolo scorso, e, nella splendida cornice di Villa Rosica ad Ischia in località Punta Molino, formò un cenacolo che accolse artisti, letterati e stelle del cinema.
Soggiornò per lunghi periodi Luchino Visconti che qui preparò alcuni lavori teatrali e cinematografici.

Frequentatori assidui della villa furono lo scrittore Jean Anouilh, gli attori Anna Magnani, Vittorio Gassman, Eduardo De Filippo e Jean Marais, il pittore Carlo Carrà. Colucci, come ricorda la Francesconi, viveva per gli amici e d’estate abitava in una rustica e minuscola costruzione, ubicata in uno degli angoli più suggestivi dell’isola; la casa si componeva di una camera con cucinino, servizi e un terrazzo in mezzo al quale campeggiava un albero di ulivo.
La splendida terrazza affacciata sul mare era teatro di serate memorabili.

Colucci, dopo aver offerto come aperitivo un fresco e genuino vino d’Ischia, improvvisava una cenetta a base di vermicelli alla puttanesca, che erano divenuti la sua specialità.
Chi rivendica la paternità del nome è il nipote di Colucci, Sandro Petti, architetto e pigmalione della “dolce vita” ischitana degli anni ’50 del secolo scorso. Nel suo “Rangio Fellone” si sono esibiti artisti del calibro di Mina (al tempo Baby Gate), Peppino di Capri, Lucio Battisti ed altri nomi famosi.
A raccogliere la testimonianza di Petti è Anna Maria Chiariello, giornalista napoletana ed apprezzato volto televisivo, che nel suo bel libro “Lucio Battisti – Emozioni Ischitane” fa rivivere le emozioni, appunto, di un momento magico per l’isola.
Riporto lo stralcio del libro della Chiarello: “Una sera intorno alle quattro del mattino, eravamo al Rangio e c’erano degli amici veramente affamati – racconta Petti – avevo finito tutto così li avvisai. “Mi dispiace, dissi loro, non ho più nulla in cucina, non posso prepararvi niente”. Ma quelli insistettero dicendo “Dai Sandro, è tardi ed abbiamo fame, dove vuoi che andiamo, facci una puttanata qualsiasi”.

Così l’architetto che aveva anche la passione per la cucina oltre che quella per le arti, dopo un po’ portò una fumante zuppiera di pasta alla … puttanata. E cioè spaghetti, aglio, olio, pummarolelle, olive, capperi, pieni di prezzemolo.
Un successo.
La zuppiera tornò pulita in cucina. “Ancora la conservo, la tengo nella mia villa romana, dice Petti, è talmente grande che con cinque chili di spaghetti si copre il fondo”.
La ricetta finì nel menù, “la chiamai puttanesca, non era carino puttanata” ma gli valse una bella reprimenda dal vescovo Ernesto De Laurentis a causa di quel termine un po’ volgare. (…) “fui io e non mio zio a preparare per la prima volta quel sugo che chiamai poi alla puttanesca”.
(testo preso qui)

Ovviamente, oltre la storia, di ogni piatto amo conoscerne anche la preparazione "a regola d'arte" e, questa che vi trascrivo, pare essere la versione ad hoc.
 
INGREDIENTI PER 4:
 
400 g. di spaghetti
500 g. di pomodori da sugo (o una lattina di pelati)
8 filetti di acciuga
uno spicchio d'aglio
un cucchiaio di capperi sotto sale
100 g. di olive nere, denocciolate e a rondelle
peperoncino
origano
sale
olio evo
prezzemolo
 
PREPARAZIONE:
 
In una capiente padella fate rosolare l'olio con l'aglio e il peperoncino.
Unite i capperi (sciacquati dal sale), le acciughe, le olive e l'origano.
 
Ora aggiungete i pomodori sbucciati (o i pelati), salate e mettete un po' di prezzemolo.
 
Intanto lessate gli spaghetti, scolateli al dente e continuate la cottura nel sugo.
 
Impiattate e completate con dell'altro prezzemolo e dell'altro origano
(cosa che io, per la fretta di fare le foto, ho dimenticato di fare, confesso).



lunedì 7 luglio 2014

Spaghetti tonno e pomodorini


Dopo questa, vi propongo un'altra idea per preparare dei veloci ed ottimi spaghetti al tonno.
 
La ricetta l'ho presa qui.
 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
 
360 g. di spaghetti
3 lattine di tonno da 80 g.
una dozzina di pomodorini
uno spicchio d'aglio
olio evo
sale
prezzemolo

 
PREPARAZIONE:
 
Sbucciate l'aglio e fatelo soffriggere in una padella con dell'olio.
 
Aggiungete il tonno e schiacciatelo con la forchetta.
Lasciate cuocere per circa 5 minuti.
 
Lavate i pomodorini, tagliateli a metà e metteteli nella padella.
Salate leggermente e mettetevi un po' di prezzemolo (serbatene un po' per la decorazione del piatto).
Fate andare per una decina di minuti.
 
Intanto portate ad ebollizione dell'acqua e cuocetevi gli spaghetti.
 
Una volta cotta la pasta, scolatela e ripassatela in padella, aggiungendo un paio di cucchiai di acqua di cottura ove il sughino si fosse troppo ristretto.
 
Servite, completando con altro prezzemolo.
 


martedì 22 aprile 2014

Spaghetti con asparagi selvatici e pancetta

 
 
 
 
Gli asparagi selvatici, per me, coincidono con la primavera.
 
Quando vedo passeggiare per le campagne vicino casa più persone del solito...ebbene, è arrivata la primavera e, con lei, la stagione degli asparagi.
Quanti ne raccolgono!
 
Io, invece, ricordo che se mia nonna mi portava con lei in cerca di asparagi...beh, ero capacissima di non vederli nemmeno se li avevo sotto al naso.
 
Trovare gli asparagi era una sua prerogativa.
Ricordo però che amavo quei momenti di assoluta spensieratezza, a base di aria pura, chiacchiere e risate.
 
Ora la nonnina ha perso l'abitudine di raccoglierli, in compenso sia lei che io ne compriamo tanti per la frittata, per congelarli (così li avremo anche nei mesi venturi) e, soprattutto, per questi profumatissimi spaghetti.
 
 
INGREDIENTI:
 
400 g. di spaghetti
un mazzetto di asparagina
olio evo
1/2 cipolla
80 g. circa di pancetta a dadini
grana o parmigiano grattugiato
sale
 
 
PREPARAZIONE:
 
Fate trasudare la cipolla nell'olio.
 
Dopo qualche minuto aggiungete circa mezzo bicchiere d'acqua e l'asparagina spezzettata.
 
Salate leggermente, e continuate la cottura a fuoco lento per una decina di minuti: gli asparagi dovranno risultare morbidi ma non "sfatti";
 poi aggiungete la pancetta.
 
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela, conditela con l'intingolo e saltatela in padella per qualche secondo.

Impiattate e completate con abbondante formaggio.
 
 
 

lunedì 24 marzo 2014

Spaghetti all'amatriciana

 
 

Come già vi dicevo qui, ci sono dei piatti della nostra tradizione gastronomica che richiedono un'attenzione particolare e che spesso riuniscono critici, studiosi e chi ha più ne metta attorno ad un tavolo...non per mangiare ma per discuterne su storia, origine, bla bla bla.
 
La ricetta di oggi ne è un esempio.
Girovagando per il web ho appreso che per fare la VERA Matriciana (e non Amatriciana!) si deve:
- usare gli spaghetti (non sia mai a farla con i bucatini!)
- usare il pecorino di Amatrice (quello romano la guasterebbe)
- non usare la cipolla (eresia!!)
-usare lo strutto (e non l'olio, la sua acidità la altererebbe).
 
Ok, capisco.  
Io però oggi vi lascio la mia ricetta, quella che considero un po' il mio cavallo di battaglia, che mi fa fare sempre bella figura e che non ha mai deluso nessuno.
Vi accontentate?
 
INGREDIENTI:
 
400 g. di spaghetti
100 g. di guanciale
1/2 cipolla
una lattina (circa 400 g.) di polpa di pomodoro a pezzettoni
1 peperoncino
4 cucchiai di olio evo
sale
pecorino grattugiato a piacere
 
 
PREPARAZIONE:
 
Affettate la cipolla e fatela trasudare in una larga padella con olio e peperoncino. A questo punto aggiungete il guanciale tagliato a listarelle.
 
Aggiungete ora la polpa di pomodoro, salate e lasciate cuocere circa 10 minuti.
 
Intanto portate ad ebollizione dell'acqua e cuocetevi gli spaghetti.
 
Scolateli al dente e fateli saltare nella padella col sugo.
 
Servite completando con abbondante pecorino su ogni piatto.
 
 

 
 
 
Con questa ricetta partecipo al contest di Cucina Scacciapensieri "Il mio piatto forte"
 
 
 
 
 

venerdì 27 dicembre 2013

Spaghetti con le vongole


Gli spaghetti con le vongole in bianco, per me, significano, assolutissimamente, il piatto che spesso, e sempre di sabato, a dispetto del consueto consumo del pesce di venerdì, preparava mia madre quando era una giovane moglie, bi-mamma e donna lavoratrice e di tempo da dedicare ai fornelli non ne aveva poi così molto.
Però il sabato, credo per far abituare i palati miei e di mia sorella anche al gusto particolare dei molluschi, usava preparare questa semplice ma deliziosa pasta, peraltro insegnatale da sua suocera, la mia mitica nonna Anna, donna e cuoca straordinaria a cui di sicuro attribuisco la passione per la cucina che mi scorre nelle vene.

A parte i ricordi e le emozioni che suscita in me questo piatto, gli spaghetti con le vongole sono un piatto che vede la sua origine a Napoli e che è immancabile, come impone la tradizione, sulla tavola della vigilia di Natale o di Capodanno.
 
Questa, come già detto, è la ricetta di casa mia: chiedo perdono a napoletani e puristi se qualcosa non dovesse esser stata fatta "a regola d'arte".
 
 
INGREDIENTI:

1 kg. tra vongole veraci e lupini
400 g. di spaghetti (vermicelli se preferite)
2 spicchi d'aglio
olio evo
sale e pepe q.b.
 

PREPARAZIONE:

La notte prima tenete le vongole in acqua e sale in modo che perdano eventuali impurità.

In una pentola, su fuoco medio, mettete le vongole e copritele con un paio di bicchieri d'acqua. Inizieranno ad aprirsi, a questo punto gettate via quelle che restano chiuse e togliete la pentola dal fuoco. Tenete da parte le vongole e la loro acqua di cottura.

In un'altra padella, mettete a soffriggere l'aglio tritato in olio evo poi versarvi l'acqua di cottura delle vongole (se volete filtratela) e, quando sarà ben calda, aggiungetevi le vongole alcune sgusciate altre no, così il piatto sarà anche bello oltre che buono.
Salate, se dovesse servire, e aggiungete un trito abbondante di prezzemolo.

Intanto portate a cottura gli spaghetti in abbondante acqua salata.

Una volta cotti, poneteli in un piatto da portata e irrorateli con le vongole e il loro sughino.

Impiattate e completate con altro prezzemolo e, ove piaccia, del buon pepe nero macinato al momento.


Con questa ricetta partecipo al contest "La ricetta dei ricordi" di La cambusa di Dalila.