mercoledì 4 febbraio 2015

Master of food di Slow Food e...l'olio d'oliva nei dolci: regola e non eccezione.

 
 
Succede che, l'invito di un amico, accettato quasi distrattamente, ti porti, una sera, 
a partecipare ad un incontro tra persone
- appassionate quanto te di buona cucina, dove buona sta per sana e genuina -
e ti apra poi la mente su piccoli accorgimenti che possono rendere la tua alimentazione
 sicuramente più salutare e corretta.
 
La serata, organizzata da Slow Food Alto Molise,
era tutta dedicata all'olio extra vergine d'oliva,
essendo la mia città insignita del riconoscimento di Città dell'olio
 
Da un esperto in materia, ci è stato insegnato a riconoscere e degustare gli olii
(prima lo si "sente" col naso, poi con la bocca e, tra un assaggio ed un altro,
ci si pulisce la bocca con uno spicchio di mela, del tipo Granny Smith),
si è parlato delle proprietà salutari dell'olio d'oliva, degli abbinamenti,
di studi e di comparazioni con gli altri grassi. 
 
Tra i tanti, il consiglio di abbandonare burro e olio di semi
in favore dell'olio extravergine d'oliva è quello che ho da subito messo in pratica.
 
Il burro, grasso saturo,
e gli olii di semi (di mais, di girasole, di arachidi, ecc), grassi polinsaturi,
 sono causa dell'innalzamento nel sangue del colesterolo Ldl, anche detto colesterolo "cattivo",
mentre l'olio extravergine d'oliva, grasso monoinsaturo,
 consente di ridurre l'Ldl mentre non intacca l'Hdl,
ovvero il colesterolo "buono".
E', inoltre, ricco di polifenoli e vitamina E
che hanno la funzione di antiossidanti, bloccando la formazione dei radicali liberi.
 
L'olio di semi, poi, è estratto attraverso procedimenti non meccanici ma attraverso raffinazione e,
il più delle volte, con l'ausilio di solventi e petrolati.
Il che è tutto dire.
 
Ora, lezione chimico-biologica a parte, credetemi:
sostituire il burro nei dolci si può, ecco come.
 
Nella preparazione dei dolci
(tranne che nella frolla, lì il burro - volere o volare- è proprio indispensabile)
si può usare tranquillamente un olio d'oliva leggero, delicato, anche fruttato
 (quelli più corposi ed intensi, o "piccanti", come gli olii d'olive calabresi e sicule li sconsiglio)
adottando questo semplice accorgimento:
il burro richiesto dalla ricetta sarà sostituito da 2/3 di olio.
Esempio: 150 g. di burro saranno sostituiti da 100 ml. olio evo
(infatti 150 : 3 = 50 poi 50 x 2 = 100).
Per l'olio di semi nessun calcolo, questo sarà sostituito, tal quale, da quello di oliva.
 
nella foto, i "Taralli di Venafro", presidio Slow Food
 
Sì sì, quella di spalle sono io ;)




Per chi volesse saperne di più sull'olio di Venafro vi invito a visitare il sito della
produttrice di olii di eccellenza,
riconosciuti a livello nazionale ed internazionale.
Troverete parecchie informazioni e anche la possibilità di acquistarne. 
 
 
 
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